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La pedagogia Steineriana


La Pedagogia Steineriana, si conosce da pochi anni anche se già dal 1919 in Germania sono sorte le prime “Libere scuole Waldorf”.

Ma chi era Rudolf Steiner e su quali principi si fondava la scuola Waldorf da lui diretta?

Rudolf Steiner (1861 - 1925) nacque in un paese austriaco sul confine ungaro-croato.

Fin da bambino, come scrive nella sua autobiografia, ebbe una percezione diretta dell'essere spirituale dell'uomo. Questa facoltà non gli impedì tuttavia di cercare con tutte le sue forze di sviluppare il pensiero scientifico e filosofico.

Raccontando della sua adolescenza scrive: "A quel tempo consideravo mio dovere cercare, per mezzo della filosofia, la verità. Dovevo studiare matematica e scienze naturali ed ero convinto che non avrei trovato con esse alcun contatto, se non poggiando i loro risultati sopra un terreno filosofico sicuro. Tuttavia il mondo spirituale era aperto al mio sguardo come realtà. Di ogni essere umano mi si rivelava in piena evidenza l'individualità spirituale. Questa aveva nell'organismo fisico e nell'attività entro il mondo fisico solo la sua manifestazione: veniva a congiungersi con il germe fisico proveniente dai genitori. Ed io potevo seguire l'essere umano oltre la morte, sulla via del mondo spirituale." 

Certo della realtà di queste sue percezioni spirituali, Steiner si dedicò alla studio di tutto ciò che la vita culturale e scientifica del suo tempo gli offriva, con la precisa volontà di trovare una giustificazione rigorosa alla sua esperienza soprasensibile.

Tale ricerca ebbe la sua conclusione nel 1894 con la pubblicazione della sua più importante opera filosofica: "La filosofia della libertà: linee fondamentali di una moderna concezione del mondo", con la quale egli ritenne di essere riuscito nel suo tentativo di "giustificare una conoscenza della sfera spirituale prima di entrare nell'esperienza spirituale stessa".

Secondo ciò che egli sostiene, l'approfondimento della vita del pensiero costituisce la prima possibilità per l'essere umano di sperimentarsi coscientemente come un essere puramente spirituale, indipendentemente dalla corporeità fisica. A partire da questa esperienza il pensare può diventare un organo di percezione soprasensibile e percepire realtà spirituali via via sempre più elevate, le quali devono venir illuminate e comprese da un pensare adeguatamente rafforzato, non diversamente dalle ordinarie percezioni fisico-sensibili. Un sano sviluppo del pensare in senso scientifico-spirituale consente all'uomo di percepire la realtà dei mondi superiori mantenendo la lucidità propria della consueta ricerca scientifica ed evitando così di diventare succube delle proprie percezioni soprasensibili, come avviene ad esempio nel caso delle visioni e dei fenomeni medianici.

Convinto di aver così gettato le basi scientifiche e filosofiche su cui poggiare l'esperienza dello spirito, Steiner si dedicò da un lato alla descrizione, da punti di vista sempre diversi, dei metodi grazie ai quali ogni essere umano normalmente organizzato può sviluppare gli organi di percezione soprasensibile, dall'altro all'esposizione dei risultati della ricerca scientifico-spirituale, di cui tali organi costituiscono gli strumenti indispensabili. Un capitolo importante di questa sua ricerca riguarda lo sviluppo del bambino e l'educazione, temi di cui cominciò a parlare nel 1907. Ma fu solo dopo la fine della prima guerra mondiale che l’industriale Emil Molt proprietario della fabbrica di sigarette Waldorf Astoria, gli propose di dare vita ad un'iniziativa scolastica nella quale mettere in pratica le idee pedagogiche elaborate a partire dalla scienza dello spirito.

Così, nella primavera del 1919, i promotori dell'iniziativa Molt, Steiner, Karl Stockmeyer e Herbert Hahn (questi ultimi divenuti poi maestri della scuola) si misero a cercare gli individui che avessero elaborato fino ad un certo grado i metodi e i contenuti della scienza dello spirito antroposofica inaugurata da Steiner e che fossero disposti, indipendentemente dai loro titoli di studio, a diventare maestri. Era infatti indispensabile che i futuri insegnanti fossero in una certa misura capaci di "leggere" direttamente in ogni bambino le esigenze del suo particolare momento evolutivo grazie al potenziamento delle ordinarie facoltà del pensiero, del sentimento e della volontà richiesto dalla pratica scientifico-spirituale.

La scuola Waldorf dunque venne fondata sulla base delle capacità dei maestri che in essa lavoravano e non su programmi. Essa raggiunse in pochi anni dimensioni considerevoli: nata con 8 classi e 256 alunni, dopo 4 anni contava 19 classi e 640 alunni. In esse venivano svolte le più diverse attività, senza che qualcuno prescrivesse ad altri quello che dovevano fare. Il cuore della vita scolastica era il Collegio degli Insegnanti, che decideva tutto ciò che andava al di là del lavoro degli insegnanti nelle classi. Steiner, pur essendo responsabile della direzione della scuola, vi partecipava con potere esclusivamente consultivo. Le materie di insegnamento venivano individuate a partire dalla capacità indicata di "leggere" le esigenze delle diverse età nei bambini stessi. Ognuno era invitato a portare in classe solo ciò che riteneva giusto per i suoi allievi.

A causa dell’ideologia Nazista, che non ne poteva condividere il motivo fondamentale legato allo sviluppo sano e armonico di ogni essere libero e a causa della guerra poi, con quello che ne è conseguito per la cultura tedesca, le scuole sono scomparse e morti nei campi di concentramento o esiliati i suoi insegnanti. Nel mondo la pedagogia si è sviluppata e nel dopo guerra anche tutta la cultura di lingua tedesca ha recuperato ciò a cui aveva dovuto rinunciare.

Oggi nel mondo, ci sono circa 900 scuole e la più grande è quella a San Paolo del Brasile frequentata da tanti bambini che vivono nelle favelas.

In Italia ci sono scuole a: Roma, Torino, Palermo, Cagliari, Padova, Venezia, Mestre, Livorno, Genova, Firenze e a Milano dalla Materna fino al liceo, già dal 1951.

E’ una pedagogia a misura di essere umano, ne conosce le necessità e non anticipa i tempi, soprattutto fa sì che una giusta armonia tra “sentimento, pensiero e volontà” possa accompagnare ogni attività, affinché ogni bambino, adolescente o adulto tragga da sé stesso il proprio  insospettato talento. Tiene conto del temperamento che ogni essere umano porta in sé rendendolo unico e irripetibile e della sua biografia e del settennio in cui si trova.

La pedagogia Steineriana a Firenze